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Palazzo della Corgna

La più rilevante tra le dimore signorili di Città della Pieve deve la sua edificazione alla volontà di Ascanio della Corgna.

Palazzo della Corgna è la più importante tra le dimore signorili di Città della Pieve. La sua ubicazione, di fronte alla Chiesa Cattedrale, è significativa anche dal punto di vista urbanistico in quanto situata all’incrocio delle strade direttrici della città. La sua edificazione si deve alla volontà di Ascanio della Corgna, nominato nel 1550 dallo zio Giulio III del Monte Governatore Perpetuo di Castel della Pieve. Già nel 1529 la città è sottratta alla Legazione di Perugia e affidata a governatori di nomina papale. L’episodio si inserisce quindi nel clima di centralizzazione del potere dello Stato della Chiesa.

 

Palazzo della Corgna è una residenza che esprime una precisa volontà rappresentativa neofeudale, riallacciandosi in questo ad esempi mirabili quali il Palazzo Farnese di Roma e la omonima Villa di Caprarola. L’edificio evidenzia la mano di Galeazzo Alessi: sono noti gli stretti rapporti di amicizia e di discepolato che intercorrevano tra Ascanio della Corgna e l’architetto perugino, come riportano le fonti del tempo. I lavori dovevano essere appena cominciati, quando nel 1555 lo zio Giulio III moriva. Più sicuramente dovettero riprendere nel 1561 quando, dopo le confische esercitate da Paolo IV, Ascanio veniva reintegrato dei suoi benefici tanto da essere nominato da Pio V, nel novembre del 1563, Marchese di Castiglione del Lago e di Castel della Pieve insieme al fratello, il Cardinale Fulvio. Ma nel 1564 i lavori venivano interrotti in quanto i pievesi, ostili alle imposizioni feudali di Ascanio, ottenevano il distaccamento di Castel della Pieve dal Marchesato. Il Palazzo, non terminato, riflette così la vita avventurosa e le alterne vicende dell’irrequieto Ascanio, protagonista di innumerevoli fatti d’arme, tra i quali spicca la sua partecipazione alla Battaglia di Lepanto (1571) contro i Turchi in qualità di Maestro di Campo delle armate papali. Le stanze interne, come gli scaloni monumentali, presentano decorazioni ad affresco con grottesche e grandi riquadri di carattere mitologico e sacro, secondo uno schema rappresentativo tipico del ’500 romano. Tra le sale più rilevanti, la Sala del Governatore, situata al piano terreno, dove il pittore manierista toscano Nicolò Circignani detto “Il Pomarancio” raffigurò nel “Concerto”, la glorificazione della famiglia della Corgna - del Monte, non appena, sul finire del 1563, questa ottenne il Marchesato. (Virtual Tour)

 

Le logge, la Sala Grande del Piano Nobile, gli scaloni furono invece decorati da Salvio Savini su committenza del Cardinale Fulvio nel 1580. Negli scaloni venivano rappresentate “Le Virtù Cardinali” e “Le Virtù Teologali”; nella Sala Grande, invece, “Il Convito degli Dei” e gli “Amori degli Dei”, quest’ultimi ispirati alle Metamorfosi di Ovidio. Nella parte più pubblica quindi, un programma religioso; in quella più privata, un programma mitologico-erotico. (Virtual tour)

 

Nel 1643 il Palazzo fu confiscato dalla Camera Apostolica che nel 1651 lo vendette alla famiglia romana degli Amidei. Da quest’ultimi, nel 1793, passò ai Mazzuoli. Si devono ai Mazzuoli numerosi interventi tra i secc. XVIII e XIX, tra i quali spiccano i pavimenti alla veneziana della Sala Grande e della Sala Rossa del primo piano. Nel 1975 il Palazzo veniva acquistato dall’Amministrazione Comunale. Al piano terreno, dove è situata la Biblioteca Comunale, è collocato un obelisco etrusco del sec. V a.C.

Al primo piano si trovano le sale attrezzate per mostre ed è ospitato il Museo di Storia Naturale e del Territorio.

Visitabile tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 18.30.

Palazzo della Corgna - foto Marco Possieri
Sala del Concerto o delle Muse - foto Marco Possieri
Sala Grande - Convito degli Dei - foto Marco Possieri
Obelisco etrusco - foto Marco Possieri
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