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Vita e Opere

Un artista indimenticabile

1450 ca. – Nasce a Città della Pieve da Cristoforo di Pietro Vannucci, Priore e da Lucia di Jacopo di Nunzio Betti

 

1465 ca. – Con tutta probabilità si reca ad Arezzo nell’ambiente di Piero della Francesca.

 

1470 ca. – E’ presente nella bottega del Verrocchio a Firenze, dove viene a contatto con Leonardo e Botticelli.

 

1472 – E’ citato nel Libro rosso della Compagnia di San Luca di Firenze, una sorta di sindacato dei pittori. Si dice che è maestro e quindi autonomo dal Verrocchio e si cita con il soprannome di Perugino, affibbiatogli  dai fiorentini.

 

1473 ca. – Dipinge la tavola raffigurante l’Adorazione dei Magi per i Servi di Perugia, oggi conservata presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, con uno stile molto vicino a Domenico Ghirlandaio e la Pietà e Santi di Farneto (Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria), dagli accenti molto verrocchieschi.

 

1478 ca. – Esegue gli affreschi di Deruta con i Santi Romano e Rocco e della Parrocchiale di Cerqueto con i Santi  Sebastiano, Rocco e Pietro.

 

1478/1482 – Dal 1478 è documentato a Roma dove esegue affreschi, oggi perduti, nella Cappella della Concezione in San Pietro. Successivamente lavora alla decorazione della Cappella Sistina (1480-’82), prima da solo, poi con il Botticelli, il Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli. Si distingue soprattutto nella Consegna delle Chiavi a San Pietro con l’ariosa piazza di concezione pierfrancescana.

 

1485 – Gli è concessa la cittadinanza perugina. In quest’anno porta a termine il Polittico raffigurante la Crocefissione con la Vergine e Santi per il San Domenico di San Gimignano oggi presso la National Gallery di Washington. Si distingue per i ricordi verrocchieschi e per l’adesione ad una visione descrittiva derivata dalla pittura fiamminga. Molto vicino a quest’opera è La Crocefissione degli Uffizi.

 

1486 – Lavora a Santa Maria degli Angeli di Assisi dove realizza una grandiosa Crocefissione per la Cappella della Porziuncola.

 

1488/1489 – Lavora a Fano all’Annunciazione di Santa Maria Nuova.

 

Dal 1489 si susseguono numerose contrattazioni con l’Opera del Duomo d’Orvieto per compiere la decorazione della Cappella di San Brizio iniziata dal Beato Angelico. Gli affreschi verranno invece realizzati da Luca Signorelli.

 

1485/1490 – Per gli Ingesuati di San Giusto di Firenze realizza la Pietà, oggi agli Uffizi, dagli accenti plastico-prospettici. In questo periodo affresca a Firenze il Cenacolo delle Monache di Foligno.

 

1490 ca. – Dipinge la Visione di San Bernardo per i Cistercensi del Cestello (Santa Maria Maddalena dei Pazzi), opera oggi conservata presso la Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

1492 – Un anonimo informatore di Ludovico Il Moro, Duca di Milano, afferma che il Perugino è il pittore più quotato sulla piazza di Firenze insieme a Filippino Lippi, Domenico Ghirlandaio e Botticeli: “le sue cose hanno aria angelica e molto dolce”.

Il Vasari afferma che Perugino è il più importante innovatore della pittura fiorentina prima che fosse venuta la maniera di Michelangelo. Giovanni Santi il padre di Raffaello, allievo del Perugino, nella sua Cronaca Rimata gli assegna l’epiteto di “Divin pittore”. Senza dubbio Pietro Vannucci è l’iniziatore fin dagli anni 1490 a Firenze di quel classicismo che influenzerà non solo Raffaello ma anche altri protagonisti della pittura fiorentina come Mariotto Albertinelli, Fra’ Bartolomeo, Ridolfo del Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Andrea del Sarto. Il fatto che fosse stato il pittore più ricercato e pertanto il più caro d’Italia nell’ultimo ventennio del Quattrocento ha fatto in modo che il Perugino avesse investito in numerose case e terreni a Firenze, a Perugia e a Castel della Pieve. 

 

1493 – Si sposa a Fiesole con Chiara, figlia dell’Archittetto Luca Fancelli da Settignano.

Ottiene la commissione della Crocefissione della Sala del Capitolo del Convento di Santa Maria di Cestello di Firenze. Realizza La Madonna in Trono col Bambino per il San Domenico di Fiesole oggi agli Uffizi, prototipo per altre composizioni conservate nei musei di Firenze, Francoforte, Parigi, Vienna.

 

1494 – Porta a termine il ritratto di Francesco delle Opere, oggi nella Galleria degli Uffizi, dal gusto molto fiammingo vicino alla ritrattistica di Memling.

 

1494/1495 – E’ documentato a Venezia dove riceve la committenza per dipingere nella Sala del Consiglio Maggiore del Palazzo Ducale affreschi che saranno poi realizzati da Tiziano.

 

1495 – Dipinge il Compianto sul Cristo morto per le monache di Santa Chiara di Firenze, oggi conservato presso la  Galleria Palatina di Firenze. A proposito di questa tavola il Vasari loda la bellezza del paesaggio. Nelle composizioni dell’artista - tra le pensose figure in primo piano ispirate alla statuaria classica e il paesaggio retrostante che si allontana verso l’infinito - si crea una dimensione patetico-sentimentale che suggerisce la presenza armonica di Dio nell’Universo. Il paesaggio si ispira alle ariose visuali che da Città della Pieve si aprono verso il Trasimeno e la Val di Chiana. Per apprezzare più compiutamente lo stretto rapporto tra natura ed arte è opportuno percorrere l’itinerario tra Città della Pieve e Panicale dove è visitabile il Martirio di San Sebastiano, tra i più affascinanti affreschi del maestro pievese. In quest’anno termina la Pala dei Decenviri per la Cappella dei Priori di Perugia, oggi conservata presso la Pinacoteca Vaticana.

 

1496 – Termina a Firenze la Crocefissione di Santa Maria Maddalena dei Pazzi e inizia i lavori per il Polittico di San Pietro di Perugia. Viene incaricato a Perugia di realizzare le decorazioni del Collegio del Cambio. Probabilmente in quest’anno realizza il Battesimo di Cristo della Cattedrale di Città della Pieve, pressoché replicato nel 1507 per la Nunziatella di Foligno.

 

1497 – Si verificano lunghissime contrattazioni documentate in settanta lettere tra il Perugino e Isabella di Mantova per la realizzazione di un quadro sul tema della lotta tra amore e castità.

 

1498 – Nasce il primo dei suoi cinque figli, Gianbattista. Completa il Polittico di San Pietro a Perugia.

 

1499 -  Lavora alla realizzazione di un Polittico per la Certosa di Pavia.

 

1500 – Agostino Chigi dichiara che il Perugino è il “meglio maestro d’Italia”. Nello stesso anno firma e data gli affreschi del Cambio a Perugia.

 

1501 – Apre bottega a Perugia il 1 gennaio.

 

1502 – Inizia il Polittico di Sant’Agostino di Perugia.

 

1504 – Dà il parere a Firenze insieme ad altri artisti sul luogo in cui porre il David di Michelangelo.

Realizza l’Adorazione dei Magi di Città della Pieve. Finalmente inizia il quadro per Isabella D’Este, terminandolo nel 1505. Termina lo Sposalizio della Vergine per la Cappella dell’Anello della Cattedrale di Perugia, oggi conservata presso il Musée des Beaux-Arts di Caen. L’opera ispirava l’analogo soggetto di Raffaello che si trova oggi presso la Pinacoteca di Brera a Milano.

 

1505 – Dipinge il Martirio di San Sebastiano di Panicale.

 

1506 – Termina la Tavola raffigurante la Crocefissione per il Sant’Agostino di Siena.

 

1507 – Termina il Polittico dell’Annunziata di Firenze lasciato interrotto dalla morte di Filippino Lippi.

 

1508 – Affresca la volta della Stanza dell’Incendio di Borgo in Vaticano per conto di Giulio II della Rovere. Lavora per la Cappella Carafa della Cattedrale di Napoli.

 

1510 ca. – Dipinge l’affresco del San Pietro di Città della Pieve.

 

1513 – Si chiude la bottega perugina.

 

1514 – Firma e data la tavola raffigurante La Madonna in Gloria e Santi della Cattedrale di Città della Pieve.

 

1515 – Acquista una sepoltura di famiglia nella Chiesa della Santissima Annunziata di Firenze.

 

1517 – Dipinge gli affreschi della Cappella della Madonna della Stella a Santa Maria dei Servi di Città della Pieve dove si distingue nell’eccezionale Deposizione dalla Croce. Il rapporto con l’Ordine dei Servi di Maria è una costante della vita e della committenza del Perugino sia a Firenze che a Perugia che a Città della Pieve. Recenti ricerche hanno confermato che un grande personaggio servita di metà quattrocento, il pievese Pietro Lazzari, era zio del maestro pievese. Con tutta probabilità,  in qualità di Procuratore dell’Ordine dei Servi di Maria, ha educato il nipote alla  teologia e alla cultura umanistica, aspetti che stanno alla base della pittura del Perugino. Pietro Lazzari è pertanto fondamentale per ricostruire il percorso artistico di Pietro Vannucci. Dal momento che le prime opere fiorentine dell’artista pievese sono di committenza servita, nella fattispecie dell’ambiente della Santissima Annunziata, è probabile che il potente zio lo abbia raccomandato nella città toscana.

 

1521 – Dipinge a Spello e a Trevi.

 

1523 – Muore colpito dalla peste a Fontignano, a metà strada tra Perugia e Città della Pieve, mentre è intento a dipingere nella Chiesa dell’Annunziata. Viene ovviamente sepolto in aperta campagna in una fossa comune.

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