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Rocca Perugina

Fortificazione

La Rocca è sicuramente uno dei monumenti più significativi della città in quanto ci parla non solo dei travagliati rapporti tra Perugia e l’antica Castel della Pieve, ma anche in senso generale della storia di Città della Pieve fino alla soglia dei giorni nostri. A seguito delle ripetute ribellioni di Castel della Pieve, Perugia decise nel Dicembre del 1326 la costruzione di una rocca che controllasse l’intera città e rendesse più sicura la presenza della propria guarnigione. Nell’Ottobre del 1326 Ambrogio Maitani era presente a Castel della Pieve per studiare in loco la progettazione della fortificazione. La Rocca fu eretta in corrispondenza della cinta muraria, di fianco alla Porta Perugina, dalla quale si dipartiva fin dal 1296 la Via Pievaiola, costruita da Perugia per più celeri collegamenti con Castel della Pieve. La Rocca in origine era circondata da un profondo fossato e da uno steccato di legno: tutt’intorno si trovava un ampio spazio libero per motivi di sicurezza. La fortificazione presenta cinque torri. Verso l’interno della città si trovano la Torre del Castellano che tramite un ponte levatoio permetteva alle truppe di compiere operazioni militari nella città e, più sotto, un’altra torre rivolta a controllo del Borgo Dentro,  quasi del tutto demolita nel 1705. Verso l’esterno sono situate la Torre del Prato, a controllo della Porta Perugina e la Torre Maestra. Sul retro è visibile, anche se in gran parte mozzata, la Torre del Frontone detta anche del Soccorso in quanto tramite un’apertura, poi tamponata ma un tempo munita di ponte levatoio, le truppe perugine avevano la massima libertà di accesso e di uscita. Da tutte le torri si avvista Perugia permettendo così, tramite segnalazioni di fuoco, la richiesta di rinforzi qualora la guarnigione perugina si fosse trovata in difficoltà. Nel cortile veniva costruita un’ampia cisterna per consentire l’approvvigionamento d’acqua in caso di assedio. La struttura militare favoriva successivamente l’insediamento di Capitani di Ventura, quali Biordo Michelotti e Braccio Fortebraccio da Montone. Nel sec. XV la Rocca subì numerose ristrutturazioni. Si segnalano lavori nel 1471, in occasione di un’ennesima ribellione dei pievesi, sotto la direzione dell’architetto perugino Polidoro di Stefano. Di lì a poco, nel 1474, sono poi documentati interventi dell’architetto lombardo Gasparino di Antonio a causa delle minacce di guerra sui confini con Siena dovute al furto del celebre Anello della Madonna compiuto nella Cattedrale di Chiusi dal frate tedesco Winterio per conto di Perugia. Nel 1490 nuovi lavori condotti da Fino d’Ugolino da Perugia. Nel 1503 il Valentino, in attesa di passare le Chiane per aggredire la Repubblica di Siena, si insediava nella Rocca e qui faceva strangolare Paolo Orsini e Francesco di Gravina, rei di aver partecipato alla “Congiura di Magione”. A partire dal 1529, con il Cardinale Coppi detto il Tranense, l’edificio, perse le sue funzioni difensive, divenne sede dei Governatori Perpetui di nomina papale che furono sempre cardinali o nipoti di pontefici. In quell’occasione fu innalzata nel cortile una residenza per i nuovi magistrati, mentre le torri venivano adibite a carcere e ad abitazione di guardie e soldati. La nuova costruzione si affacciava anche all’esterno tramite una loggia ancora esistente posta nel lato verso Via Borgo di Giano. Il monumento ebbe a soffrire nei più gravi eventi bellici della storia della città: l’assalto delle truppe francesi inviate in soccorso di Clemente VII nel 1527 dopo il “Sacco di Roma” e di quelle toscane nel 1643 durante la Guerra Barberina. Alla fine del sec. XVIII fu costruito sul fronte prospiciente l’odierna Piazza Giacomo Matteotti un grande fabbricato, il Palazzo Governativo, probabilmente ideato da Andrea Vici, allievo del Vanvitelli. Qui e nella residenza cinquecentesca si segnalano interventi successivi dell’ingegnere Domenico Mondragoni e nel 1851 dell’ingegnere Paolo Liverani per sistemarvi la Gendarmeria Pontificia, il Tribunale, la Cancelleria, la Sala delle Udienze e la Posta. Con l’Unità d’Italia la Rocca diventava infine sede di Carcere Mandamentale all’interno del Circondario di Orvieto. Nel 1914 e nel 1919 la prima Amministrazione socialista della città decise lo smantellamento, rispettivamente, della Porta Perugina e del Palazzo Governativo, per collegare con un largo rettilineo la città al Viale Icilio Vanni, situato fuori le mura, dando così lavoro ai numerosi disoccupati a causa della guerra.

 

APERTURA ESTIVA DAL 1 GIUGNO AL 31 AGOSTO 2017

 

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